E si, deve essere un periodo abbastanza triste per la scena true metal italiana, per permettere che una band di spessore come i qui recensiti Anguish Force, debba fare i salti mortali pur di vedere pubblicato il proprio disco, costretta addirittura a sobbarcarsi anche le spese per la registrazione e la confezione finale di questo interessantissimo debutto omonimo. Ma si, forse è meglio così, anche perché, io stesso sono dell’idea che, piuttosto che dare da mangiare ad un produttore che non ne capisce un cazzo di musica, come d’altronde il 90% dei label manager nostrani, è meglio farsi il culo e distribuirselo da soli il proprio disco, forse solo così si è veramente consci che i propri sforzi sono giunti a buon fine. E di sforzi e buona volontà l'indomabile Luigi Guarino D. (LGD), chitarrista nonché autentico mentore della band in questione, ne ha davvero tanta, e nonostante le difficoltà attraversate dalla sua creatura musicale in tutti questi anni, fra repentini cambi di line up ed amenità varie, giunge finalmente a coronare i propri sogni a ben otto anni dalla formazione della band stessa, dopo aver pubblicato addirittura ben tre demo circolate però solamente in ambito underground. Provenienti dall’hinterland bolzanino, già teatro di scorribande notturne per gente del calibro dei redivivi Skanners, gli Anguish Force vedono, oltre alla presenza dell’amico LGD, la partecipazione dell’ingombrante, almeno a livello di fama underground, Thomas Grotto, che molti di voi ricorderanno come batterista fra le fila dei Feline Melinda, artefici del ricercatissimo “The feline awaits you”, con il nome Tommy T. Grotto, passato in quest’occasione dal drum set al microfono, con buoni riscontri oserei dire, nonché la partecipazione dell’ottimo chitarrista ritmico Luca Mattarei e del drummer Alexander Seppi elementi che vanno a completare una formazione altamente agguerrita. Un disco interessante come dicevamo, che si presenta bene sin dal suo packing in una lussuosa confezione digipack davvero di prim’ordine e che, musicalmente parlando, si muove fra reminiscenze di classic metal ‘80ies style fra Exodus, Anvil, Exciter, Heaten e chi più ne ha più ne metta, e porzioni più marcatamente power/thrash come nelle migliori delle tradizioni di Metal Church, Intruder e Meliah Rage. Quindi niente di nuovo sotto al sole, anche se devo ammettere che il disco in questione, piace soprattutto per questa sua ingenua semplicità, elemento insito nelle dieci track che trovano in questo disco la loro umile dimora, disco che punta molto sulla sobrietà e sulla snellezza degli arrangiamenti, più che sulla tecnica fine a se stessa, elemento che contribuisce ancor più interesse verso questa band, e che fa di track come l’ossessiva “11th september”, puro ed incontaminato speed thrash fra Agent Steel e Savage Grace, contraddistinto da un solido e potente guitar working, sulle quali si scaglia con ferocia il chorus ad opera dell’ospita Claudio Pisoni dei già citati Skanners, o della mazzata “Space station 074”, che a livello musicale pare ispirarsi maggiormente al classic metal di Maiden e Priest, dei piccoli classici del genere. Un vero assalto all’arma bianca perpetrato con ferocia, grazie ancora alla carica selvaggia e thrashy di matrice Onslaught/Xentrix che con “Cause of death” trova il suo giusto viatico, mentre brani del calibro di “Legend of thunder” o “The way of the warrior” potrebbero benissimo piacere a chi ama la scena US metal di band come Omen, Fifth Angel e Oracle. A completare il quadro, ci pensa giustamente l’ambiziosa ed altisonante “The paraoh’s grave”, che con le atmosfere epiche e suggestive, spinge i nostri ben oltre le proprie ambizioni personali e di musicisti, lanciandosi su territori sonori davvero esaltanti che non possono non ricordare i Maiden di Powerslave. Una band degna delle nostre/vostre attenzioni, contattateli e non ve ne pentirete, se volete un cd di puro heavy metal senza compromessi, avete trovato pane per i vostri denti… Grandi Anguish Force
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