Wednesday, 27 April 2011 13:27

"Cry, Gaia cry" (Italian Metal)

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 Sotto l'albero natalizio le sorprese nel metal italiano non sono mancate, e anche gli Anguish Force hanno trovato un posto sotto il verde abete con un Ep che mantiene vivo il nome della band altoatesina anche nel 2010, già autrice lo scorso anno del buono 'Created 4 Self-Destruction', album dal quale ben due tracce vanno a comporre 'Cry, Gaia Cry', più un doveroso omaggio ad uno degli artisti più rappresentativi dell'heavy metal mondiale recentemente scomparso.

"Cry Gaia Cry" viene riproposta nella versione originale già apparsa su 'Created 4...', puro heavy speed metal allo stato fondente, dove le chitarre di LGD (al secolo Luigi Guarino) recidono l'aria con il loro suono crudo e prettamente metal come si usava nei lontani anni '80, accompagnate da ritmi forsennati con doppia cassa dominante e con i penetranti vocalizzi di Johnny Thunder che, come scrissi in occasione della recensione del disco precedente, si trova in una condizione molto più ottimale rispetto al passato, riuscendo a essere più padrone della sua voce. "Hate Born" è l'unica canzone del lotto a comparire come inedito, ma la sostanza non cambia; gli Anguish Force sono da sempre fieri devoti delle raffiche heavy metal più implacabili fatte di ritmi  rinforzati e serrati, e la regola è pienamente confermata già dall'inizio con le classiche bordate speed a farla da padrona. Non è un vero e proprio hit ma si lascia comunque ascoltare, grazie anche a un energico refrain ottimo da urlare in sede live. Con "Ride the Brave" il quintetto bolzanino ripropone una song remixata che fa parte del blocco di canzoni che compone il loro terzo album del 2008 'Invincibile Imperium Italicum', una buona song marziale che parte a ritmi mid tempo per poi esplodere nella consueta sciorinata speed all'altezza del refrain, accompagnata da un sottofondo di tastiere comunque mai invadenti. Un capitolo buono anche se non fa gridare al miracolo. Si va in chiusura con l'omaggio all'artista scomparso all'inizio menzionato, e quando compare sotto gli occhi il titolo di "The Mob Rules" non c'è bisogno di troppa fantasia per capire a chi si faccia riferimento, ovvero al simbolo stesso di questa musica. La song viene ripresentata in forma sostanzialmente originale, senza sostanziali stravolgimenti di vario tipo. 'Cry, Gaia Cry' non si ferma solo al lato prettamente musicale, ma si completa anche di una sezione multimediale, con due video, "Cry, Gaia Cry" e "Created For Self Destruction", molto professionali e ben prodotti sotto l'aspetto visivo e il terzo, "Don't Stop Crying (for the Rain)", che in sostanza è una ripresa amatoriale di uno show della band le cui immagini sono accompagnate dalle note rockeggianti della song. 

In via definitiva 'Cry, Gaia Cry' è da ritenersi più che altro un omaggio che gli Anguish Force vogliono tributare al piccolo grande genio dell'heavy metal internazionale, tanto è esplicativa la dedica al DIO del metal sul booklet interno, però come detto all'inizio vuole essere al tempo stesso anche un regalo che la band fa ai suoi fans più affezionati, regalando loro un tassello importante da aggiungere alla discografia dei loro beniamini, pertanto il voto a questo Ep è volutamente lasciato a discrezione del pubblico.

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