"Cry, Gaia cry" (Metallized)
La domanda sorge spontanea ed inevitabile: perché? Già, perché gli Anguish Force arrivano con questo Ep a quattro uscite in circa tre anni? Decisamente troppe per un gruppo che non ha mai avuto tutto questo gran che da dire. Se già non avevo favorevolmente giudicato gli album completi editi in precedenza, non sarà certo un prodotto del genere a farmi cambiare idea, sia perché i difetti tipici della proposta del gruppo altoatesino rimangono inalterati (anzi, per alcuni versi risultano addirittura ingigantiti) sia perché la scelta della tracklist è assolutamente discutibile.
Cry, Gaia Cry si presenta come omaggio allo scomparso e più che venerabile Ronnie James Dio, con tanto di dedica in quarta di copertina, e si compone di quattro pezzi più tre video prodotti in maniera piuttosto amatoriale, ma non privi di un fascino grezzo. La parte tradizionalmente musicale è aperta dalla title-track Cry, Gaia Cry, già parte integrante della scaletta di Created 4 Self-Destruction, un pezzo decisamente made in Anguish Force: piuttosto efficace e di qualità accettabile una volta inquadrata la levatura media del gruppo; una discreta opener. A seguire l'inedito Hate Is Born, brano assolutamente medio di una band media. Buon ritmo, discreta convinzione e.....basta, si dimentica presto. A questo punto tocca alla versione remix di Ride The Brave, già contenuta in III - Invincible Imperium Italicus, un brano privo di particolari qualità che vadano al di là dell'introduzione epic di taglio “scuola tedesca” -già presente nella versione originale-, che non trova miglioramenti apprezzabili in questa nuova versione. A chiudere le quattro canzoni una cover di The Mob Rules dei Black Sabbath, una scelta giustificata dalla dedica al lavoro di Ronnie Dio, ma assolutamente deleteria nel risultato. Strumentalmente c'è poco da aggiungere, bisogna solo rispettare l'originale, ma vocalmente questa versione è a tratti assolutamente inascoltabile. Intanto perché il confronto tra Ronnie Dio ed un buon 90% dei migliori cantanti in circolazione vedrebbe comunque il Sig. Padovano vincitore, ma più ancora perché Johnny Thunder non è affatto un buon cantante, ed il risultato è quindi improponibile. Vero è che anche il singer degli Anguish Force -certamente cosciente della enorme differenza di estensione e qualità della voce- evita di forzare più di tanto cercando di restare quanto più possibile nei ranghi, ma anche considerando tutto ciò, non si può che skippare avanti rabbrividendo.
Fin qui la musica, ma a completare il quadro -come detto- anche tre video. Tutti abbastanza grezzi in verità, ma non è questo il problema, dato che produrre un video di alta qualità prevede un investimento economico elevato che certamente la band non può sostenere, figuriamoci tre. Ad ogni modo ci troviamo ad avere a che fare con un filmato relativo a Cry, Gaia Cry girato all'interno di un capannone con largo uso di tappeti a coprire il terreno; tocca poi a quello di Created 4 Self-Destruction, assolutamente discutibile nella sua realizzazione con schizzi di sangue in camera ed atteggiamenti decisamente datati. Infine Don’t Stop Cryin’ (For The Rain) versione live, forse il più riuscito nel suo semplice riprendere una esibizione dal vivo.
Tiriamo le somme? Quattro pezzi, di cui tre inutili ed una cover maldestra, indi tre video che certamente non passeranno alla storia, relativi a tre pezzi dalle stesse caratteristiche. A chi può interessare un simile prodotto? Ai fans più sfegatati del gruppo che non possono pazientare oltre senza avere qualcosa degli Anguish Force in attesa del nuovo album, ai parenti dei musicisti ed ai curiosi. Per conto mio si tratta semplicemente di un Cd inutile, quindi peggio che brutto.
















